Sito web o solo social? Cosa serve a chi ha una piccola attività

Instagram e Facebook bastano per la tua attività o serve anche un sito web? Cosa fanno bene i social, cosa riesce a fare solo un sito tuo e perché puntare tutto su un profilo è un rischio.

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“Ho già la pagina Instagram, mi serve anche il sito?” È una domanda sensata: i social non costano nulla e i clienti li usano. La risposta breve è che sito e social non si sostituiscono, perché fanno due lavori diversi. E puntare solo sui social porta con sé un rischio di cui si parla poco.

Vediamo cosa sa fare bene ciascuno dei due, così la scelta la fai a ragion veduta.

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Cosa fanno bene i social (e perché non bastano)

I social sono ottimi per farti conoscere e per mostrare il dietro le quinte a chi ti segue. Sono immediati e la gente ci passa il tempo, quindi come vetrina viva funzionano.

Il fatto è che quella pagina non è tua per davvero: è una casa in affitto sul terreno di qualcun altro. Le regole e la visibilità, e perfino il fatto che il profilo resti aperto, dipendono da una piattaforma che non controlli. Come megafono va benissimo, come unica base della tua presenza online molto meno.

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Cosa può fare solo un sito tuo

Un dominio tuo (iltuonome.it) è un indirizzo che ti appartiene: nessuno te lo toglie e nessuno ti cambia le regole dall’oggi al domani. Sul sito decidi tu cosa mostrare e come, senza un algoritmo di mezzo che sceglie chi ti vede.

Poi c’è il farsi trovare: quando qualcuno cerca su Google “[il tuo servizio] [la tua città]”, un profilo social quasi mai compare, mentre un sito fatto bene sì. E conta la credibilità: un’attività con un sito proprio dà più l’idea di essere seria di una che sta solo su un profilo gratuito.

Poi ci sono le cose che un social non ti fa fare: prenotare appuntamenti, vendere online, raccogliere richieste con un modulo, far scaricare un preventivo. È lì che un visitatore diventa un cliente, e succede su un terreno tuo.

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Il rischio di stare solo su Instagram o Facebook

Metti che in tre anni hai messo insieme 5.000 follower e una mattina l’account viene bloccato per sbaglio, o te lo bucano. Capita più spesso di quanto sembri, e per riaverlo servono tempi lunghi senza garanzie. Se era il tuo unico canale, il contatto con i clienti l’hai perso da un giorno all’altro.

Anche quando non succede niente, c’è l’algoritmo: è lui a decidere quanti dei tuoi follower vedono un post, e di solito è una fetta piccola. Non stai parlando davvero con i tuoi clienti, stai parlando con una piattaforma che poi sceglie se darti voce.

Attenzione. Un profilo social è roba in prestito: regole e visibilità possono cambiare senza preavviso, e l’account stesso può sparire. Con un sito sul tuo dominio non succede.

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La combinazione giusta

Conviene usarli per quello che ciascuno sa fare. Il sito è la tua casa: stabile, tua, con dentro le funzioni che servono per far arrivare i contatti, e ti si trova su Google. I social sono il megafono: attirano l’attenzione e portano le persone verso il sito.

Il modo più efficace è metterli in sequenza: i social accendono la curiosità e il sito porta a casa il contatto. Se un giorno un canale social si spegne, la tua presenza online resta comunque in piedi.

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